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1. Il contesto

L'11 marzo 2011 alle 14:46 ora locale giapponese, una delle scosse di terremoto più forti mai registrate nella storia scuote tutto il Giappone nord-orientale. L'USGS ci dice che si tratta di una scossa di magnitudine 9 della scala Richter, il più potente mai registrato in Giappone e il quarto fra i terremoti più forti in assoluto. Gran parte delle strutture del paese, comprese quelle elettriche, vanno in tilt.
Ma la tragedia non è ancora finita: il terremoto è localizzato in una zona a largo delle coste, quindi scatta l'allerta tsunami. L'altezza dell'onda attesa non è prevista con precisione, ma si sa che sarà molto alta. Lo tsunami raggiunge infatti l'altezza di 15 metri circa, causando l'inondazione di 520 kmq di terreno, circa 18.000 morti, 26.000 feriti e 3.000 dispersi, secondo le stime più recenti.
Il Giappone è una grande potenza industriale e provvede al 30% circa del suo fabbisogno energetico attraverso reattori nucleari a fissione, che producono 48 GW di potenza elettrica. Molti dei suoi siti nucleari sono lungo le coste e quattro in particolare sono quelli più interessati dal terremoto: Fukushima Dai-ichi, Fukushima Dai-ni, Onagawa e Tokai. Questi siti sono rappresentati nella cartina seguente.

 

Nell'immagine, che si riferisce alla situazione immediatamente precedete l'11 marzo, si vedono i reattori in funzione (quadratini), quelli in costruzione (triangoli), quelli programmati (cerchi) e quelli in fase di disattivazione (crocette). I colori rappresentano invece le diverse tecnologie di questi reattori: in rosso i PWR (reattori ad acqua in pressione), in giallo i PWR avanzati, in verde i BWR (rattori ad acqua bollente) e in blu i BWR avanzati. I 6 reattori in attività alla centrale di Fukushima Dai-ichi sono di tipo BWR, costruiti a cavallo tra gli anni 60 e 70 e che hanno raggiunto la prima criticità negli anni 70. Il numero 1 è un BWR-3 ed è il più vecchio: è in esercizio dal 1971 ed era previsto il suo arresto proprio nel marzo 2011. Gli altri 5 sono dei BWR-4, dei modelli appena più recenti del primo.

 


L'onda e il terremoto lasciano sostanzialmente intatti i reattori di Fulushima Dai-ni, Onagawa e Tokai. Questi reattori si spengono correttamente in accordo alle procedure di emergenza e in definitiva non preoccupano più di tanto. Il sito di Fukushima Dai-ichi invece è investito in pieno dall'onda anomala: le barriere costruite a protezione della centrale sono progettate per altezze massime di 5.7 metri, mentre l'onda reale sfiora i 15 metri. La conseguenza è evidente quanto drammatica: la centrale è investita in pieno dall'onda che tracima la protezione.