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Volo elettrostatico di ragni di Gossamer

Il modo con cui i ragni si spostano velocemente da una zona ad un'altra (anche per colonizzare isole  partendo dalla terraferma) è abbastanza singolare. Essi rilasciano dei fili di seta (gli stessi che utilizzano per le ragnatele) in aria, formando automaticamente dei “paracaduti” di forma triangolare, che vengono trascinati via dalle correnti ascensionali dei venti. Tale meccanismo, noto (impropriamente) come ballooning,  permette ai ragni di muoversi rapidamente anche solo in presenza di piccole brezze di vento.

Tuttavia, sebbene questo meccanismo sia noto fin dalla metà del 1800, alcuni aspetti particolari sono difficilmente spiegabili con le teorie aerodinamiche. Ad esempio, si è osservato che, anche in assenza percettibile di vento, i ragni vengono lanciati inizialmente con delle accelerazioni molto elevate, e questo vale anche per ragni adulti abbastanza pesanti. O, ancora, sorprende non poco l'altezza raggiunta in verticale da alcuni gruppi di ragni, fino ad alcuni kilometri...

Una ricerca recente compiuta all'Università delle Hawaii ha mostrato come, oltre al galleggiamento aerodinamico in aria, il ballooning dei ragni si avvale anche di un'altra “spinta” per nulla trascurabile, che può spiegare le particolarità appena menzionate. La secrezione dei fili di seta, infatti, induce su di essi delle cariche elettrostatiche (anche solo per analogia alla ben nota elettrizzazione per strofinio) che producono due effetti dominanti: da un lato si ha una repulsione tra i diversi fili di seta (possedendo tutti lo stesso tipo di carica), e dall'altro tali cariche subiscono una forza elettrostatica dovuta al campo elettrico atmosferico terrestre, che quindi si aggiunge (pur essendone indipendente) alla forza aerodinamica. La stima dettagliata di tali effetti, che si può leggere in questo articolo (in inglese), conferma la sorprendente abilità di adattamento di questi animaletti, che riescono a viaggiare su distanze notevoli con velocità molto elevate.