Scaricate da questo sito l'app gratuita AndroSpectro Lite per smartphone, operando poi una ricerca in internet per vedere come essa funziona (tale app serve per ottenere lo spettrogramma di un suono prelevato dal microfono dello smartphone).
Il suono da analizzare è quello prodotto semplicemente da alcuni tubi sonori come una cannuccia: procuratevi, dunque, alcune cannucce diritte, non piegabili. Procedete, poi, innanzitutto ad un esperimento semi-qualitativo, soffiando leggermente nella cannuccia, perpendicolarmente alla cannuccia stessa (ovvero, non direttamente nella cannuccia), ed analizzando con l'app lo spettrogramma ottenuto. Quante frequenze del suono prodotto riuscite a misurare con l'app? Riuscite a trovare una relazione semplice tra i diversi valori ottenuti, a partire dal più piccolo di essi? Cambia il risultato se chiudete con un dito la cannuccia ad una sua estremità?
Procuratevi, poi, cannucce di diverse lunghezze L (potete facilmente tagliarle nettamente con un taglierino affilato, ottenendo almeno 5-6 tubi), e misurate le loro lunghezze con un righello. Ripetete l'esperimento di sopra, misurando le frequenze f per ciascuna cannuccia di data lunghezza (potete anche limitarvi alla misura della sola frequenza più bassa). In una tabella riportate i valori di L, f (e graficate f in funzione di L) ed anche delle quantità f * L, f/L. Una di queste due quantità risulta costante al variare della lunghezza L? Si può dedurre che la frequenza del suono è direttamente o inversamente proporzionale alla lunghezza del tubo? Cosa avviene se, invece dei valori delle frequenze più basse, ripetete l'analisi con le altre frequenze misurate dall'app? Cambia il valore della costante (f *L o f/L)?
Ripetere l'esperimento chiudendo con un dito le cannucce ad una estremità. Come cambiano i risultati precedenti?