2 Gennaio 1839: primo dagherrotipo della Luna

Immagini a colori delle stelle ad alta risoluzione sono ormai un pilastro della ricerca astronomica, sia ottenuti da telescopi a terra sia da strumenti come il telescopio spaziale Hubble, ma non è sempre stato così. Prima dell'invenzione della fotografia, gli astronomi dovevano disegnare quello che vedevono nei loro telescopi, spesso dimenticando dettagli cruciali. Riproduzioni fatte ridisegnando le illustrazioni originali portavano poi ad ulteriori errori.
E' stata l'invenzione del dagherrotipo che ha mostrato che era possibile un metodo di gran lunga superiore.
Nel 1814, un francese di nome Nicéphore Niépce iniziò a sperimentare modi per registrare la luce, e riuscì a trasferire un'immagine su carta. Nel 1822, aveva capito come fare affinché l'immagine fosse permanente, catturandola su un foglio di stagno lucido ricoperto di bitume. Una delle più antiche fotografie superstiti risale al 1825, quando Niépce catturò un'immagine in bianco e nero di un ragazzo che tira un cavallo. Ma questo metodo richiese ben otto ore di esposizione.
Sei anni più tardi, il pittore francese Louis Daguerre, inventore, che aveva lavorato con Niépce per breve tempo prima della morte di quest'ultimo nel 1833, scoprì come ridurre il tempo di esposizione di 20 o 30 minuti. Daguerre era stato apprendista in architettura, scenografia, pittura e panoramica, e inventò il diorama.
La leggenda narra che la rottura accidentale di un termometro a mercurio, gli diede l'idea per avere un tempo di esposizione più breve. Il suo procedimento presentato all'Accademia Francese delle Scienze il 7 gennaio 1839 diede luogo ai "dagherrotipi", la prima forma di fotografia di scena che diventarono subito molto popolari.
Studi fotografici iniziarono a nascere in tutta Europa nel 1840, in America, ce ne erano 77 nella sola New York dal 1850. Diventò una pratica standard includere una fotografia sui propri biglietti da visita, il cui uso era una comune regola di galateo per l'elite sociale.
Fu un astronomo che coniò il termine di fotografia nel 1839, quando Johann Heinrich von Madler combinò "foto" (dalla parola greca che significa "luce") e "grafia" ("scrivere"). Gli astronomi hanno abbracciato rapidamente l'uso di lastre fotografiche a causa della loro buona risoluzione e la capacità di rendere le immagini molto più grandi.
Si dice che Daguerre stesso fu la prima persona a prendere una fotografia della luna, con il suo processo dagherrotipo, il 2 gennaio 1839. Purtroppo, nel marzo dello stesso anno, il suo laboratorio fu raso al suolo, distruggendo gran parte del suo lavoro e con esso l'immagine storica della luna. Un anno dopo, John William Draper, un medico e chimico americano fece il suo dagherrotipo della luna.
La lastra fotografica ha dominato l'imaging astronomico per gran parte del 20° secolo, potenziata con l'uso di filtri di colore, fino all'avvento della fotografia digitale e le fotocamere CCD che l'anno reso obsoleta. Daguerre morì di un attacco di cuore il 10 luglio 1851, alle porte di Parigi, ma ha senza dubbio lasciato il segno non solo nell'astronomia, ma nel mondo in generale. Il suo nome è tra i 72 iscritti sulla Torre Eiffel.
